{"id":8,"date":"2025-06-16T11:59:42","date_gmt":"2025-06-16T09:59:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-deputazione-ssp.it\/wpd\/?page_id=8"},"modified":"2025-06-20T15:02:56","modified_gmt":"2025-06-20T13:02:56","slug":"breve-storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.archivio-deputazione-ssp.it\/wpd\/","title":{"rendered":"Breve storia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <em>Regia Deputazione sopra gli studi di storia patria<\/em> \u00e8 stata istituita con Regio Brevetto del 20 aprile 1833 da Carlo Alberto per pubblicare documenti e studi <em>appartenenti alla nostra Istoria<\/em> e diffonderli in Italia e all\u2019estero. Il primo organismo statale, di istituto, per gli studi storici, con sede presso gli Archivi di Corte.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large has-custom-border\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"566\" src=\"https:\/\/www.archivio-deputazione-ssp.it\/wpd\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/palazzo-carignano-2-1-scaled-1-1024x566.jpg\" alt=\"Palazzo Carignano\" class=\"wp-image-9\" style=\"border-style:none;border-width:0px;border-radius:20px\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-deputazione-ssp.it\/wpd\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/palazzo-carignano-2-1-scaled-1-1024x566.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-deputazione-ssp.it\/wpd\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/palazzo-carignano-2-1-scaled-1-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-deputazione-ssp.it\/wpd\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/palazzo-carignano-2-1-scaled-1-768x425.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-deputazione-ssp.it\/wpd\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/palazzo-carignano-2-1-scaled-1-1536x849.jpg 1536w, https:\/\/www.archivio-deputazione-ssp.it\/wpd\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/palazzo-carignano-2-1-scaled-1-2048x1132.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Palazzo Carignano<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019istituzione dell\u2019ente nasce dall\u2019esigenza di creare una politica per la storia, una testimonianza \u00e8 quella di Prospero Balbo del 1833, in occasione dell\u2019adunanza generale delle due classi dell\u2019Accademia delle Scienze di Torino alla presenza del sovrano, segno di quell\u2019interesse verso le scienze e la cultura&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Prospero Balbo pone al vertice degli interessi Reali la neonata istituzione di cui egli \u00e8 presidente, amplificando il ruolo della storia che appare cos\u00ec la scienza delle scienze, la comune matrice di un\u2019intera politica. Egli non manca di ricordare, con un evidente punto di orgoglio personale, che la Deputazione riprende un antico progetto elaborato, molti anni prima, da un\u2019Accademia privata, la Filantropia, di cui egli era stato, assieme ad altri giovani e meno giovani studiosi, uno degli animatori. Le raccolte che la Deputazione si accinge a realizzare potranno dunque competere con i maggiori modelli europei: con il Muratori, innanzitutto, sempre presente agli occhi degli storici subalpini, con le raccolte compilate dai padri Maurini, e con quelle in corso di pubblicazione presso l\u2019Accademia di Francia, con i lavoro degli storici inglesi e degli eruditi tedeschi<\/em> \u00b9\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Deputazione Subalpina si mosse sin dall\u2019inizio verso un confronto con le istituzioni europee con l\u2019intento di studiare la storia e di pubblicare documenti inediti: formare la ricerca storica, che l\u2019istituto prosegue attualmente con le universit\u00e0 di Ginevra, Nizza, Chambery.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019impresa delle pubblicazione delle fonti, e in particolare quelle medievali con l\u2019edizione dei volumi della collana <em>Monumenta Historiae Patriae<\/em>, \u00e8 proseguita con la nascita di altre 7 collane e la rivista il <em>Bollettino storico-bibliografico subalpino<\/em> (nel complesso circa 800 pubblicazioni, periodico e monografie).\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il D.P.R. 20 ottobre 1949 n. 1023 del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi la denominava <em>Deputazione Subalpina di storia patria<\/em> e ne approvava il relativo Statuto come accademia di studi per la storia del Piemonte e pure dei passati <em>Stati sabaudi<\/em> (= ante 1860) (art. 1).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La struttura di accademia della Deputazione Subalpina garantisce all\u2019ente un livello di capacit\u00e0 scientifica anche per le pubblicazioni edite, frutto di una specifica ricerca storiografica. I soci provengono dalle universit\u00e0 o dagli archivi, specializzati sulla storia del territorio di competenza. Anche i soci stranieri hanno analoghe caratteristiche di studiosi universitari di tale territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sin dalla costituzione la Deputazione di storia patria di Torino promuove con le sue ricerche ed i suoi studi <em>la pubblicazione (\u2026) di opere (\u2026) inerenti alla nostra Istoria<\/em> (R.B. del 1833).\u00a0 Gli argomenti di studio in quasi due secoli sono via via mutati, dalla storia dinastica verso quella politica ed istituzionale, delle fonti storiche, economiche e sociali, <em>storia: scienza degli uomini nel tempo (Bloch)<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo percorso di studi si inserisce la pubblicazione del periodico semestrale <em>Bollettino storico-bibliografico subalpino<\/em>, la rivista \u00e8 considerata in Italia una delle pi\u00f9 rilevanti sulla storia del territorio, la diffusione avviene, anche per scambio, con istituzioni similari in Italia ed all\u2019estero. Ci\u00f2 consente di ricevere pubblicazioni -specie periodiche- in scambio, di cui a Torino, alcune di queste riviste, sono presenti solo nella biblioteca della Deputazione. Per questo motivo i periodici sono fra le prime pubblicazioni interessate ai progetti sulla digitalizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fine statutario \u00e8 di favorire lo studio della storia, attraverso un\u2019indagine critica e le categorie concettuali, per dare un contribuito alla storia generale e strutturarla in pi\u00f9 elementi. Si sviluppa cos\u00ec un\u2019ampia raccolta storiografica di pubblicazioni inserite nelle collane editoriali: una per il medioevo (<em>Biblioteca Storica Subalpina<\/em>), una per l\u2019et\u00e0 moderna e contemporanea (<em>Biblioteca di storia italiana recente<\/em>), una per la storia dell\u2019Universit\u00e0 di Torino, con cui sin dal 1991 si \u00e8 stipulata una convenzione con l\u2019Universit\u00e0 di Torino (<em>Miscellanea di storia italiana &#8211; serie V<\/em> ).\u00a0 Diffondere le opere presso Universit\u00e0, biblioteche, istituzioni di cultura per connettere la storia al territorio e alla storiografia generale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per favorire i giovani studiosi nella ricerca storica vengono banditi ogni anno i premi per dissertazioni di storia moderna, contemporanea, del Risorgimento e dell\u2019Ottocento e del Novecento su argomenti del mondo valdese in particolare per la questione femminile.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a0Al fine di allargare la conoscenza degli studi in questi anni per la Deputazione sono stati elementi costanti anche la cura ai problemi metodologici e la comparazione con le storiografie internazionali hanno intensificato le collaborazioni con le Universit\u00e0 italiane (Torino, Politecnico, Piemonte orientale, Milano) e straniere (Nizza, Ginevra, Savoia), con gli Archivi di Stato (di Torino, del Piemonte, nonch\u00e9 di Nizza), con le istituzioni culturali di Storia Patria (in specie di Genova, di Roma e di Napoli).\u00a0 Ci\u00f2 ha consentito una maggior integrazione negli studi, nelle iniziative culturali e nella diffusione dei risultati acquisiti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I progetti in cui la Deputazione partecipa sono tesi alla crescita di un ambiente della cultura che consente la conservazione dei documenti e il loro coordinamento, archivio e biblioteca, per la consultazione e la comunicazione, in un ambito pi\u00f9 esteso attratto dalle acquisizioni della ricerca:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il patrimonio culturale del passato costituisce infatti l\u2019eredit\u00e0 che lega fra loro le generazioni, in quel continuo necessario \u2018passaggio del testimone\u2019, in cui si sa ricevere da chi \u00e8 venuto prima e si sa dare a chi viene dopo<\/em>, <em>guardando avanti alla produzione di cultura e alla sua trasmissione.<\/em> \u00b2\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">1. Gian Paolo Romagnani, Storiografia e politica culturale nel Piemonte di Carlo Alberto, Torino, 1985, DSSP, p. 28.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">2. Simonett\u00e0 Butto, La storia della storia patria, Societ\u00e0, Deputazioni e Istituti storici nazionali della costruzione dell\u2019Italia, a cura di Agostino Bistarelli, Roma, 2012, p. 8.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Regia Deputazione sopra gli studi di storia patria \u00e8 stata istituita con Regio Brevetto del 20 aprile 1833 da Carlo Alberto per pubblicare documenti e studi appartenenti alla nostra Istoria e diffonderli in Italia e all\u2019estero. Il primo organismo statale, di istituto, per gli studi storici, con sede presso gli Archivi di Corte. 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